Asma da sforzo: come riconoscerla e cosa fare

Asma da sforzo: come riconoscerla e cosa fare

Si potrebbe pensare che asma e sport non vadano molto d’accordo. La maggior parte degli sport infatti richiedono forma fisica e resistenza, e l’asma, che causa mancanza di respiro e tosse può rendere difficile l’allenamento e le gare. Lo sforzo fisico è infatti uno dei più comuni trigger di attacchi di asma.

Ciò nonostante sono numerosi i record e le medaglie ottenuti da atleti asmatici. Alcuni hanno sviluppato l’asma da bambini, altri quando erano già atleti. In entrambi i casi, l’asma non ha impedito loro di allenarsi e anche di vincere.

Un esempio è Dawn Fraser che ha vinto 8 medaglie olimpiche, comprese 4 d’oro, e 6 medaglie d’oro dei Commonwealth Games. Oltre a ciò ottenne 39 record. Ha detenuto il record sui 100 m stile libero per 15 anni dal 1956 al 1972.

L’asma da sforzo è presente nel 40-90% degli asmatici, fino al 40% in chi soffre di rinite allergica ed è rilevabile comunque nel 6-13% della popolazione generale. In alcuni pazienti asmatici, l’iperventilazione indotta dall’esercizio è l’unico “trigger” capace di scatenare broncocostrizione.

L’asma da sforzo è asma?

Cominciamo con il fare chiarezza su alcuni termini:

  • Asma da Sforzo / Esercizio (exercise-induced asthma, EIA): è un restringimento (broncospasmo) delle vie aeree nei polmoni che viene attivato da un intenso esercizio fisico. Essa provoca mancanza di respiro, dispnea, tosse e altri sintomi durante o dopo l’esercizio fisico. Generalmente l’attacco dispnoico compare alla fine di un lavoro muscolare continuo della durata di 6-8 minuti e di intensita’ pari al 70-80% della vo2max e 80% fcmax.
  • Broncocostrizione da Esercizio (exercise-induced bronchoconstriction, EIB): l’ostruzione delle vie aeree che si verifica in associazione con l’esercizio fisico senza necessariamente la presenza di asma cronica. Tuttavia, quando è associato con asma bronchiale, allora è definito come EIB con asma (C. Randolph, 2009). Si verifica nel 90% dei pazienti asmatici ed è stimato in oltre il 10% della popolazione generale. (J.P. Parsons, J.G. Mastronarde, 2005). E’ facile confonderla con altre problematiche (vedi qui)

I due termini sono usati in forma interscambiabile e non. A questo riguardo ci sono pareri contrastanti.

L’elemento scatenante la crisi broncospastica in pazienti predisposti non è l’esercizio in sé o i fenomeni riflessi che tale condizione può attivare; in realtà il fattore scatenante primario è rappresentato dall’incremento di ventilazione provocato dall’attività fisica intensa.

L’asma indotta da esercizio (EIA) o il broncospasmo indotto da esercizio fisico (EIB) sono condizioni comuni che possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

I fattori scatenanti specifici sono:

  • Relativi al soggetto: la responsività bronchiale
  • Relativi al tipo di attività sportiva: l’attività aerobica e la durata dell’attività (> 4-8 min)
  • Relativi alle condizioni climatiche e ambientali: l’aria fredda e secca, gli allergeni e gli inquinanti
asma da sforzo

I Sintomi

I sintomi di broncocostrizione indotta dall’esercizio possono iniziare durante o pochi minuti dopo l’esercizio, e possono persistere per 30 minuti o più, se non trattata. I segni ed i sintomi possono includere:

  • Tosse
  • Respiro sibilante
  • Mancanza di respiro
  • Senso di oppressione/costrizione al petto
  • Fatica durante l’esercizio fisico
  • Riduzione della prestazione atletica
  • Sentirsi fuori forma fisica
  • Evitamento dell’attività fisica (un segno soprattutto tra i bambini)
  • Effetti conserguenti come ad esempio il formicolii agli arti

Naturalmente è utile consultare un medico nel caso si sospetti l’asma da sforzo. Il trattamento nella maggior parte dei casi permette di riprendere l’attività, anche ad alti livelli.

Cause

I ricercatori medici stanno esplorando diverse idee per quanto riguarda la causa della broncocostrizione indotta dall’esercizio. Ci può essere più di un processo biologico che può portare alla condizione. Due sono le ipotesi nella relazione tra attività fisica e asma da sforzo: uno riguarda il raffreddamento delle vie aeree a causa della maggiore ventilazione durante l’esercizio, l’altro una maggiore perdita di acqua dal tratto respiratorio, anche causata da un aumento ventilazione durante allenamento.

Con più facilità invece sono individuati i fattori che possono aumentarne il rischio. Questi possono essere:

  • Aria fredda e/o secca
  • Inquinamento atmosferico
  • Pollini
  • Cloro nelle piscine
  • Prodotti chimici usati i vari ambienti sportivi (es. piste da ghiaccio)
  • Infezioni respiratorie o altre malattie polmonari
  • Sport di endurance

Elementi per la diagnosi dell’asma da sforzo

Anamnesi. E’ utile sapere che l‘inizio della crisi generalmente si verifica entro 1-2 minuti dalla fine di un esercizio di durata di almeno 6-8 minuti oppure emerge gradualmente o improvvisamente  in caso lo sforzo si prolunghi.

Spirometria. Si rileva in seguito ad uno sforzo di 3-8 min di esercizio intenso. Generalmente la comparsa di broncospasmo, oppressione toracica, respiro sibilante e dispnea avviene poco dopo la cessazione dello sforzo e raggiungono un picco dopo circa 8-15 min. Anche se possono volerci oltre 60 min il recupero è spontaneo.

Cosa puoi fare se hai l’asma da sforzo

Visita medica e terapia farmacologica. Nell’asma da sforzo spesso la terapia è simile a quella utilizzata per il trattamento dell’asma. Non per tutti però è risolutiva.

Strategie di allenamento. Effettuare un preriscaldamento di almeno 10 min prima l’attività fisica e un defaticamento dello stesso tempo dopo. E’ consigliato effettuare il riscaldamento “sotto la soglia asmatica” con esercizi tipo interval training a basso carico e con periodi di lavoro non superiori a 3 minuti, seguiti da pause di recupero. E’ opportuno respirare con il naso durante l’esercizio per riscaldare ed umidificare l’aria inspirata (Dott.ssa Paola D’intino , Università degli studi di Bologna).

Rieducazione Respiratoria. Migliorare la qualità del modello respiratorio aiuta a migliorare la performance perché a parità di sforzo si allontana la “soglia asmatica”.

Se sei interessato al nostro percorso di Rieducazione Respiratoria scrivici a info@laboratoriodelrespiro.it o chiamaci al 392 3055363.