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difficoltà a respirare dopo il covid-19

Difficoltà a respirare dopo il Covid-19

Hai difficoltà a respirare dopo aver avuto il Covid-19? Per molti dei negativizzati dal COVID-19, un recupero completo può farsi attendere. E’ stato notato uno strascico di sintomi, quali stanchezza e difficoltà a respirare, che perdura per mesi.

Questa condizione viene denominata Long-Covid o post-COVID syndrome. L’Office of National Statistics stima che nel Regno Unito 1,1 milioni di persone manifestino sintomi associabili al Long Covid. Pensa che l’agenzia sanitaria statunitense investirà 1 miliardo di dollari per comprenderne meglio i meccanismi (Nature 2021).

Il Long Covid

Molte persone riferiscono una profonda stanchezza. Oltre a questa si possono rilevare una vasta gamma di altri sintomi come tosse, mancanza di respiro, dolori muscolari, pressione al petto, eruzioni cutanee, palpitazioni, febbre, mal di testa.

Le fatiche post virali sono già state riportate anche nelle persone che hanno contratto infezioni virali come EBV, influenza, SARS e MERS. Ad esempio, fino al 40% dei pazienti guariti dalla SARS del 2003 presentava stanchezza cronica.

I meccanismi fisiopatologici del Long Covid non sono però ancora del tutto chiari.

I ricercatori hanno identificato due principali modelli di sintomi nelle persone con Long Covid:

  • affaticamento, mal di testa e disturbi delle vie respiratorie superiori (mancanza di respiro, mal di gola, tosse persistente e perdita dell’olfatto)
  • disturbi multi-sistema tra cui febbre continua sintomi gastroenterologici

Perché permane la difficoltà a respirare dopo il Covid-19?

Ci sono persone che, a guarigione avvenuta, continuano a fare fatica a respirare.

Gli effetti possono essere riscontrabili indipendentemente dalla gravità del decorso della malattia. Ovviamente situazioni più gravi potrebbero aver compromesso maggiormente la funzionalità respiratoria.

La fisiopatologia del SARS-CoV-2 è complessa, interessando diversi organi e sistemi. Tra questi, il sistema cardiopolmonare è sicuramente uno dei più colpiti. I polmoni soffrono di un graduale fallimento funzionale, che può essere verificato dall’ipossia.

Sappiamo che il COVID-19 può portare a fibrosi polmonare. Questo può provocare persistenza della dispnea e necessità di ossigeno supplementare. La mancanza di respiro cronica, cioè quella che permane anche dopo, potrebbe essere il risultato di un coinvolgimento polmonare residuo, che è noto per risolversi lentamente nel tempo.

Secondo un articolo pubblicato sul Journal of the American Medical Association, l’ipotesi è che i muscoli respiratori non abbiano recuperato la forza sufficiente a svolgere appieno la loro funzione.

Considera anche che possono concorrere anche altri fattori. Magari non determinanti singolarmente, ma che contribuiscono all’aumento del disagio. Mi riferisco ad esempio all’aver passato un periodo di immobilità, inappetenza e perdita di massa muscolare, fino a situazioni di allettamento e intubazione.

E queste sono le ragioni più “fisiche”. Consideriamo anche la motivazione psicologica. Stress di vario genere, ansia e paura protratti nel tempo, hanno effetti diretti sul sistema nervoso. Non dovrebbe meravigliare che possano determinare stanchezza e alterazioni respiratorie.

Quanto può durare?

E’ soggettivo. Per alcuni nemmeno si presenta. Per altri può durare qualche settimana, per altri ancora alcuni sintomi erano ancora presenti a 6 mesi dalla negativizzazione.

Come viene affrontato il periodo di Long Covid può sicuramente influire sulla durata e l’intensità dei sintomi.

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