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Quando un bambino respira con la bocca

Se un bambino respira con la bocca solo quando ha il raffreddore ovviamente non c’è problema. Se però ha il raffreddore spesso o respira con la bocca anche quando non ha il naso chiuso allora è il caso di indagare.

Purtroppo la respirazione orale è molto più diffusa di quanto si pensi e ha molte più conseguenze di quelle che si immagina. Respirare attraverso la bocca è meno faticoso ed è facile abituarsi. I muscoli respiratori si indeboliscono e sarà sempre più difficile riprendere una respirazione nasale.

E’ importante verificare se questa problematica riguarda te o un tuo familiare perché prima la affronti e prima eviti i problemi che ne derivano.

Cosa succede a un bambino che respira con la bocca

1. Il respiro diventa più veloce

I bambini che respirano in questo modo sono maggiormente predisposti all’iperventilazione. Tendenzialmente si respira più velocemente con conseguente attivazione del sistema nervoso simpatico. La frequenza cardiaca potrebbe aumentare, ci si trova più agitati e si possono innescare delle sensazioni di ansia. Questa condizione, se abituale, può portare a difficoltà di concentrazione, di memoria e a maggior senso di frustrazione e rabbia.

2. Cambia il viso e la postura

Durante la fase di sviluppo tutto il nostro corpo cresce, seguendo un “programma” predefinito ma che si adatta anche alle circostanze. Se il bambino respira prevalentemente con la bocca l’organismo si struttura in base agli stimoli che ne conseguono. Cambia ad esempio la conformazione delle narici e delle labbra, ruota e trasla la mandibola, i denti si posizionano in modo diverso e potrebbero tendere a sporgere. L’utilizzo di muscoli differenti e la ricerca di maggior pervietà delle vie aeree può generare tensioni e cambiamenti posturali come iperestensione cervicale o cifosi e riflettersi poi su tutta la colonna vertebrale.

3. Predispone a patologie respiratorie

Il naso è strutturato per filtrare, depurare e riscaldare l’aria che inspiriamo. Se rinunciamo a questo filtro immettiamo nelle vie aeree numerose sostanze potenzialmente irritanti.

Non è raro che questa condizione predisponga ad asma e riniti allergiche. Queste patologie portano a loro volta a iperventilare e respirare oralmente innescando un circolo vizioso e aggravando i sintomi.

4. Si dorme male

Se non si respira bene cambia l’ossigenazione dei tessuti, l’attività del sistema nervoso ne risente e il sonno si fa più difficoltoso. Per un bambino potrebbe essere più difficile addormentarsi o potrebbe svegliarsi stanco o con il mal di testa. Ad alcuni capita anche di svegliarsi all’improvviso con sensazione di mancanza d’aria e paura. Sappiamo tutti che dormire male si riflette su tutta la vita: ci si sente più stanchi, più confusi e “giù di morale”.

Anche se non abbiamo elencato tutte le conseguenze, sono sufficienti per considerare il problema?

Perché un bambino respira con la bocca

Come sempre è più facile parlare delle conseguenze che delle cause. Per come la pensiamo noi le cause delle alterazioni respiratorie sono sempre da ricercare all’interno di un sistema di fattori, in cui alcuni possono essere predominanti, ma tutti si influenzano a vicenda e concorrono comunque a determinarne la gravità. Di seguito trovi alcuni di questi fattori.

La respirazione orale.

Non abbiamo sbagliato a scrivere. Una causa di respirazione orale è proprio la respirazione orale. Come abbiamo già accennato qualche riga più in alto si innesca un circolo vizioso e ci si adatta (anche morfologicamente).

Mancanza di allattamento al seno.

I meccanismi dell’allattamento al seno richiedono una coordinazione efficace di aspirazione, deglutizione e respirazione.Gli studi hanno dimostrato che con l’allattamento al seno il bambino, mantenendo le labbra sigillate e la lingua in una posizione corretta stabilisce un modello corretto di respirazione.

I bambini che sono stati allattati al seno per oltre un mese sviluppano meno una respirazione orale e se la durata aumenta, diminuisce ancora di più il rischio.

Inoltre, la protezione nutrizionale e immunologica fornita dal latte umano previene o riduce il rischio di infezioni respiratorie, ulteriori cause di alterazioni respiratorie.

Quando invece un bambino usa frequentemente il ciuccio, o ha altre abitudini di suzione non nutritive, aumentano le probabilità di sviluppare un modello di respirazione orale.

Fattori psicologici.

Stress e fattori emotivi influenzano il respiro. Questo succede naturalmente e da un punto di vista evolutivo ha molti significati: dal prepararsi a scappare dopo uno spavento a comunicare il nostro stato (es. sospiro). Se però si vivono una serie di traumi, di privazioni o ci si trova in una condizione di ansia e stress persistente, alcuni modelli respiratori alterati si cronicizzano. Tra questi è possibile che subentri anche la respirazione orale.

Frequente ostruzione nasale.

Forse la più semplice da individuare e per verificarlo è sufficiente chiedere al bambino di respira re con la bocca chiusa. Qualsiasi sia il motivo dell’ostruzione, se la condizione è persistente è opportuno porvi rimedio perché, come detto sopra, ci si adatta.

Abitudini posturali.

Ci sono delle abitudini che interferiscono e modificano il respiro.

Due esempi. Stare seduti a lungo e appoggiati al banco di scuola può incentivare lo sviluppo di una cifosi e parallelamente può indebolire la muscolatura respiratoria. Anche avere una postura con il peso prevalentemente sui talloni provoca l’accelerazione del respiro e maggiori resistente toraciche.

In questi casi al bambino risulterà più facile respira re con la bocca.

Come rimediare?

Il respiro cambia e si adatta alle circostanze. E’ quindi opportuno cambiare le circostanze.

Data la natura sistemica del disagio è meglio che lo sia anche il rimedio. La massima efficacia si ha nel momento in cui si affrontano un po’ tutti i fattori.

Sicuramente l’otorinolaringoiatra, il dentista e il logopedista possono dare il loro valido contributo.

E’ opportuno anche limitare la sedentarietà, inserire opportune attività motorie e moltissimo gioco libero in ambiente naturale.

Infine non è da sottovalutare l’intervento di uno psicologo specializzato nell’età evolutiva.

Se desideri ricevere un parere contattaci a info@laboratoriodelrespiro.it o al 392.3055363


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