Necessità di fare un respiro profondo: perché

Necessità di fare un respiro profondo: perché

“Buongiorno. Da svariato tempo ho problemi a respirare. Sento la necessità di fare un respiro profondo e mi devo aiutare spesso con sbadigli o respiri forzati. Ho fatto tutti i controlli e risulta che non ho niente. Vorrei sapere perché mi succede e cosa fare”.

Questa è una tipologia di mail che riceviamo spesso. Analizziamo i vari passaggi in modo da poter dare una risposta anche a molte altre persone.

Sento la necessità di fare un respiro profondo e mi devo aiutare spesso con sbadigli o respiri forzati.

Chi vive questo disagio, di solito, lo vive in uno dei seguenti due modi.

  1. Si sente la necessità di fare un respiro profondo e si è costretti a sforzare un’inspirazione, si sbadiglia o si sospira. Questo risolve momentaneamente il problema che dopo poco tempo si ripresenta da capo e così avanti tutto il giorno.
  2. il tentativo di fare un respiro profondo è difficoltoso, risulta incompleto e richiede vari tentativi prima di riuscirci. E’ insoddisfacente, si sente che non entra l’aria, non si riesce a espandere il torace oppure si sente un peso, una costrizione o un dolore al petto. Sono tutte varianti (ognuno a la sua) che hanno come caratteristica comune una tensione muscolare toracica, e in alcuni casi addominale che impedisce l’espansione.

Questa condizione spesso è il campanello d’allarme per indagare qualcosa che non va. Si concentra così l’attenzione su questo sintomo e difficilmente ci si rende conto di come si respira in tutti i minuti prima e dopo, i quali probabilmente sono la causa della necessità del respiro profondo. Andrebbe verificata la possibilità di avere quella che in letteratura viene chiamata iperventilazione o respiro disfunzionale (non c’è accordo unanime sul significato del termine). → guarda il test

Il sospiro o lo sbadiglio infatti sono gesti del tutto naturali e tra le funzioni che esplicano c’è anche una sorta di “reset respiratorio” che regola il sistema nervoso ed espande gli alveoli polmonari.

Quindi il problema non è che si attivino questi movimenti, anzi. Piuttosto il problema è quando è troppo frequente, inizia ad essere inefficace oppure difficile da eseguire.

In questo caso è allora opportuno ripristinare un buona respirazione di base in modo che non subentri più frequentemente questa necessità.

Ho fatto tutti i controlli e risulta che non ho niente.

Se i risultati sono negativi cosa significa? Non vuol dire che “non hai niente” ma che non hai ciò che è stato cercato. Anche perché, diciamolo, se non avessi niente non staresti facendo accertamenti.

Ogni accertamento che hai fatto o farai sarà effettuato da uno specialista che cercherà nel suo campo con le sue particolarità.

Ricorda che è sempre opportuno avere una visione il più possibile di insieme e mettere in relazione tutte le informazioni. Il respiro infatti è influenzato da numerosi fattori (che possono essere presenti contemporaneamente) e a sua volta ne influenza altrettanti.

Ti faccio un esempio. Alcune persone, in seguito a problemi respiratori, scoprono una forte deviazione del setto nasale. Va bene, però ti sei mai chiesto perché prima i problemi non c’erano?

In ogni caso, per quanto il non sapere possa generare frustrazione, possiamo anche dire che non aver rilevato queste malattie o alterazioni dell’apparato respiratorio da questi esami clinici è una buona notizia.

Sapendo che non ci sono problemi agli organi allora l’attenzione può spostarsi a monte, sul perché si attiva questa respirazione.

Vorrei sapere perché mi succede e cosa fare

Ecco la domanda! Il respiro, dicevamo poco più su, è influenzato da numerosi fattori. Tra questi ad esempio troviamo alcune patologie, fattori ambientali, caratteristiche fisiche (obesità, postura, tensione muscolare, conformazione delle vie aeree), fattori emotivi, stress, avvenimenti nei primi anni di vita (nascita, allattamento, sviluppo motorio) e altro.

Determinare il fattore scatenante non è sempre facile. A volte è più di uno, il quale preso singolarmente non genera particolari risposte. Insieme però generano il disagio.

Ecco perché abbiamo strutturato il nostro percorso da un lato con figure che seguono la parte medica, psicologica e fisioterapica e dall’altro lato con una particolare attività motoria che mira a migliorare la funzionalità generale dell’organismo e ripristinare una buona respirazione.

L’idea di iniziare affrontando la situazione nel suo complesso, in questa particolare modalità, ci ha permesso di aiutare numerose persone che erano nel limbo del “non so cosa ho e non so come uscirne”.

Se anche tu ti ritrovi in questa descrizione puoi contattarci per sottoporci la tua situazione. E’ sufficiente inviarci una mail a info@laboratoriodelrespiro.it

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