Respiro e sport: migliorare l’apnea

Respiro e sport: migliorare l’apnea

Immergersi in apnea è una pratica tanto affascinante quanto particolare. Chi ne è appassionato sa bene quanto l’esperienza, la tecnica e uno stato “mentale” ottimale siano importanti. Con questo intervento all’interno della sezione dive doctor organizzata dalla SIMSI alla fiera di Bologna (Eudi 2019) abbiamo voluto parlare di un sistema per economizzare il movimento che, se aggiunto alla normale preparazione, permette di migliorare la qualità della prestazione e dell’esperienza.

N.B. Non è un metodo alternativo alle varie strategie e metodiche di preparazione delle scuole di apnea. E’ un programma che può essere integrato all’interno della pratica, senza comprometterne i principi e gli effetti. E’ uno strumento in più.

La funzionalità cardiorespiratoria e il dispendio energetico

L’esercizio fisico richiede l’integrazione di meccanismi fisiologici e di vari apparati, in modo da fornire un adeguato supporto all’aumento della richiesta metabolica della muscolatura scheletrica.

Il normale scambio dei gas tra cellule e ambiente esterno richiede:

  • Efficienza operativa della gabbia toracica e dei polmoni (Ventilazione)
  • Normale funzionamento del circolo polmonare
  • Adeguata attività della pompa cardiaca
  • Efficiente sistema vascolare
  • Sangue con normale concentrazione di Hb
  • Normale funzionamento dei processi ossidativi nei muscoli

Oltre a questo vanno considerate tutte le implicazioni psicologiche ed emotive che hanno un impatto sul dispendio energetico e sulla regolazione del sistema nervoso. Chi pratica l’apnea conosce bene la differenza tra un’immersione in uno stato di forma ottimale e una in cui è presente anche solo una piccola preoccupazione.

L’efficienza (intesa come minimo dispendio energetico relativo ad un determinato sforzo) è influenzata da tantissime variabili. La prestazione che ne risulta sarà la “somma” di tutte le condizioni interne ed esterne. Questo significa che ci possono essere tanti sprechi di energia con il conseguente esaurimento precoce dell’ossigeno. Al contrario però significa anche che ci sono tantissime occasioni per migliorare. Si può aggiungere qualche secondo in più al tempo di apnea intervenendo su aspetti anche apparentemente secondari.

Economia del movimento per migliorare l’apnea

Abbiamo detto che ci sono moltissimi aspetti su cui si può lavorare per migliorare l’apnea. Con una grande generalizzazione possiamo dividere due grandi aspetti.

  1. Allenamento della coordinazione per economizzare il movimento durante l’immersione
  2. Ottimizzare le condizioni per potenziare gli effetti degli esercizi respiratori e della preparazione all’immersione.

Nel primo caso utilizziamo un programma specifico che ripercorre lo sviluppo della coordinazione fin dalle sue basi. Particolare attenzione viene posta:

  • al miglioramento della gestione delle forze tramite i muscoli del core;
  • alla regolazione del sistema nervoso per trovare il miglior grado di attivazione muscolare generale;
  • alla rimozione di quei piccoli difetti che molti atleti sanno di avere e non riescono a correggere al 100%.

Nel secondo caso implementiamo il programma con particolari esercizi che, se necessario, siano in grado di rimuovere eventuali limiti (anche impercettibili) nell’espressione ottimale degli esercizi respiratori. Ad esempio asimmetrie o tensioni toraciche, addominali, lombari o pelviche.

Una delle considerazioni che viene fatta è che ci si sente più sciolti e fluidi. Il movimento viene percepito come più naturale e ci si sente a proprio agio. Sempre con naturalezza ci si ritrova qualche metro più sotto.