Invecchiamento: e se la nostra idea di declino non fosse vera? (Parte 1)

Invecchiamento: e se la nostra idea di declino non fosse vera? (Parte 1)

Definire e valutare l’età non è così semplice come sembra. Siamo abituati a riferirci all’età cronologica anche se, a parità di anni vissuti, le persone possono essere molto diverse. Qualcuno parla di età biologica, funzionale o psicologica e, cambiando parametro, cambia anche la nostra età. Per parlare di invecchiamento in modo utile non è quindi banale una precisazione: come risulta difficile dare una definizione di età è altrettanto difficile riferirsi ad un concetto preciso di invecchiamento.

A che età possiamo considerare una persona anziana?

Dipende.

Si, lo so. La risposta probabilmente lascia più dubbi di prima. Però dipende da tanti fattori come il luogo e il modo in cui si vive, da quello che si fa e, perché no, anche dal caso.

 

La scusa dell’invecchiamento: “E’ colpa dell’età”

Anna è una signora di 75 anni con una patologia che limita la respirazione. Oltre a questo riferisce un dolore cronico alla schiena, debolezza alle gambe, poca flessibilità e sensazione di affaticamento che l’ha portata a camminare sempre meno. Le piace dedicarsi alla cura del giardino, ma è stata costretta ad abbandonare questa attività a causa della fatica.

E’ alla ricerca di un aiuto al problema respiratorio e non si immagina nemmeno di poter rimediare anche alle altre difficoltà. Pensando che sia “colpa dell’età”, come molte persone, si è rassegnata a questa condizione di “vecchiaia” e al più spera che il peggioramento vada più lento possibile.

Le proponiamo un percorso che mira al recupero di un buon stato di forma psicofisico generale per poter rimediare anche al problema specifico. Accetta ma non nasconde perplessità a riguardo.

Come molte persone Anna è vittima di un’idea di invecchiamento e di declino esageratamente negativa. Questa convinzione è molto diffusa e le conseguenze sono un graduale abbandono di qualsiasi sforzo, un innalzamento dei livelli di sedentarietà e dell’utilizzo di ausili al movimento.

 

Un circolo vizioso che intrappola

Il circolo vizioso dell’invecchiamento

Le comodità che ci siamo costruiti intorno ci permettono di ridurre drasticamente la necessità di muoverci e, se da un lato sono una benedizione (ad es. in una situazione transitoria di invalidità) dall’altro si rischia di cadere in un circolo vizioso di inattività e indebolimento continuo tipico dell’invecchiamento.

Come la vista si abitua alla lente e ha bisogno di una gradazione sempre maggiore, un piede si abitua al plantare e dismette la sua funzione o un bastone indebolisce portando lentamente a sempre maggiori problemi di deambulazione, qualsiasi comodità venga incontro a una difficoltà di movimento allo stesso tempo ci crea anche la condizione per indebolirci.

 

Cosa fare per modificare l’andamento dell’invecchiamento?

Le attività motorie proposte al pubblico anziano sono generalmente pratiche molto leggere, come ad esempio blande camminate, ginnastica dolce o ginnastica in acqua. Oltre questo, a volte, l’approccio dell’allenatore è estremamente delicato, un po’ come se un anziano fosse fatto di cristallo e potesse rompersi da un momento all’altro.

L’approccio graduale e le attività blande sono sicuramente consigliate ed è fuori ogni dubbio che siano efficaci. Efficaci però in un primo momento e se parliamo di persone piuttosto debilitate, dopodiché concludono la loro prima funzione e diventano ginnastica di mantenimento.

A volte, invece, ciò che serve è un recupero ben maggiore di forza, resistenza, velocità e flessibilità. Qualcosa che contrasti davvero quel veloce declino che porta anno dopo anno a diventare sempre meno abili nei movimenti quotidiani.

Prima di parlare del tipo di attività motoria da fare per recuperare un buon stato di forma è opportuno, secondo noi, agire su alcune abitudini. Ti consigliamo allora un piccolo accorgimento quotidiano che può fare la differenza.

Non scegliere sempre la via più facile.

Non mi riferisco al classico “fai le scale”, anche se è un buon consiglio. Mi riferisco a molto di più. Se c’è un piccolo ostacolo, una pendenza o un terreno irregolare usali come stimolo per tenere vivo il movimento. Se il tuo approccio sarà graduale e giocoso vedrai giorno dopo giorno che sarai in grado di fare sempre di più in tutta sicurezza.