Frequenza Respiratoria: quanto dovremmo respirare?

Frequenza Respiratoria: quanto dovremmo respirare?

La Frequenza Respiratoria , anche se difficile da rilevare, ci può dare informazioni della nostra condizione generale di salute. Molte persone respirano troppo velocemente.

La Frequenza Respiratoria è quel valore che indica quante volte inspiriamo ed espiriamo in un minuto. Questo valore può variare in base all’età, al sesso, allo stato di allenamento, alla temperatura, alla digestione, all’altitudine, alla condizione di salute fisica e allo stato interiore. Cambia anche se si è immersi in acqua, ci si sdraia e ovviamente se si fa uno sforzo.

Rilevare la Frequenza Respiratoria non è facile ed è possibile commettere errori molto facilmente. Il criterio gold standard per la misurazione è semplicemente quello di osservare visivamente o auscultare il petto e contare i respiri per 1 minuto (o per 30 secondi moltiplicando per due).  E’ sufficiente però essere un po’ agitati, accaldati, infreddoliti o in piena digestione per avere un valore leggermente diverso dalla normalità.

In ogni caso, se rilevato correttamente, è un indicatore importante della nostra condizione generale psico-fisica.

Come si regola la Frequenza Respiratoria

Da un punto di vista metabolico la ventilazione alveolare è regolata dalla pressione parziale arteriosa di ossigeno (PaO2) e la pressione parziale arteriosa di anidride carbonica (PaCO2). Se c’è uno squilibrio, come nel caso di ipossiemia e ipercapnia, il sistema tenta di rimediare aumentando sia il volume corrente che la frequenza respiratoria. Se quest’ultima è elevata può comunicare uno squilibrio nel corpo (non solo il sistema respiratorio).

Esiste anche un’altra via con cui il sistema aumenta la frequenza del respiro. In letteratura è chiamato behavioural breathing e dipende dalla parte “emotiva” del cervello, il sistema limbico

Frequenza Respiratoria fisiologica e patologica

Definire un valore fisiologico non è facile. La frequenza respiratoria, in base alla fonte consultata, è compresa tra valori fisiologici (soggetti sani e a riposo) di 12 e 20 atti al minuto. Un intervallo notevole se ci si pensa bene: 20 è quasi il doppio di 12.

Però qualcosa non torna. Se si da uno sguardo ai decenni scorsi si ritrovano dei valori diversi. Frequenze Respiratorie sopra le 16 erano rilevate in soggetti con alterazione patologica o psicologica.

Negli anni 50 veniva riportata una frequenza respiratoria di 12-14 respiri al minuto negli uomini sani e di 14-16, nelle donne sane a riposo (Clausen 1951).

Negli anni 80 (Tobin et al. 1983) i valori rilevati in diverse condizioni erano:

  • fumatori asintomatici: 18,3 (± 3,0) r/min.
  • broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO): 20.4 (± 4.1) per gli uomini e 23.3 (± 3.3) r/min per le donne
  • persone con uno “stato di ansia cronico”: 18,3 (± 2,8) r/min in questi soggetti. 

E oggi? Alcune fonti parlano di Frequenze Respiratoria fisiologiche di 16-20 atti/minuto. Un notevole aumento rispetto agli anni passati.

Cosa rileviamo nei nostri percorsi di Rieducazione Respiratoria

Chi si rivolge a noi di solito è perchè ha un qualche disagio respiratorio. In chi ha alterazioni non patologiche rileviamo una frequenza respiratoria tra i 18 e i 20 atti/minuto. Il respiro si presenta in genere superficiale (o troppo profondo), con un eccesso nell’utilizzo della muscolatura toracica. Tentano spesso di rimediare con sbadigli e sospiri e se questi riescono può esserci un momentaneo abbassamento della frequenza del respiro, che però dura poco. 

Alla fine del percorso, quando i sintomi respiratori sono diminuiti o spariti (e quindi stanno meglio), la frequenza respiratoria si attesta tra 12 e i 15 atti/minuto.

Se vuoi contattarci scrivi a info@laboratoriodelrespiro.it o chiama il 392.3055363

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Bibliografia

Massaroni et al. Contact-Based Methods for Measuring Respiratory Rate. Sensor 2019

Rate of respiration: the forgotten vital sign. Emergency Nurse 2011

Koehler Ulrich et al. Die Atemfrequen: ein vernachlässigter Vitalparameter. Dtsch Med Wochenschr 2017

Cretikos et al. Respiratory rate: the neglected vital sign. MJA 2008

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