La broncocostrizione indotta da esercizio fisico (EIB) e i suoi falsi amici

La broncocostrizione indotta da esercizio fisico (EIB) e i suoi falsi amici

La diagnosi di broncocostrizione indotta da esercizio fisico (EIB) è più comune di ciò che si possa pensare ed è descritta come il restringimento transitorio delle vie aeree durante o il più delle volte dopo l’esercizio fisico (vedi articolo Asma da sforzo). Essa si verifica nel 10-15% della popolazione generale, mentre la prevalenza nei pazienti asmatici arriva ad essere 80- 90% [McFadden, Gilbert, 1994]. Gli atleti in genere mostrano una elevata prevalenza di EIB [Schoene, Giboney, et al,1997], in particolare nella stagione fredda o sulle piste di pattinaggio su ghiaccio [Wilber, Rundell et al, 2000].

La diagnosi di broncocostrizione da esercizio è spesso fatta sulla base dei sintomi riportati, ma senza test di funzionalità polmonare oggettivi la presenza della stessa non può essere determinata con precisione. A riguardo è interessante notare che in uno studio di atleti d’elite, il 39% degli atleti positivi al test di provocazione bronchiale ha riportato due o più sintomi e il 41% di quelli negativi ne riportarono comunque 2 o più [Rundell, Mayers et al, 2001].

In uno studio di P. Weiss e K.W. Rundell condotto presso il dipartimento di pediatria della Yale School of Medicine nel 2009 si prendono in considerazione le situazioni che presentano sintomi simili alla broncostrizione da esercizio e che, in assenza di test specifici, possono essere confuse con questa.

Limitazioni fisiologiche

L’aumento della ventilazione è una risposta fisiologica normale durante l’allenamento o lo sforzo fisico. Questo aumento della frequenza respiratoria può essere interpretato come patologico nel caso contrasti con le aspettative del soggetto stesso. Non è raro infatti che nonostante si sappia che uno sforzo aumenta la ventilazione, in caso di scarsa forma fisica, poca esperienza in allenamento, particolari condizioni ambientali o addirittura particolari condizioni psicologiche, si possa pensare ad una limitazione patologica.

La dispnea è probabilmente correlata all’aumento della ventilazione che accompagna l’esercizio ad alta intensità e che è necessaria per soddisfare le aumentate richieste metaboliche. Soggetti poco allenati hanno una bassa soglia anaerobica e cominciano ad accumulare lattato e aumentare la ventilazione con una bassa quantità e intensità di esercizio fisico.

Cosa fare?

E’ consigliato l’esercizio fisico e in particolare l’allenamento aerobico per migliorare la forma fisica e la resistenza. Questo da effettuare con gradualità e consapevoli che gli adattamenti fisiologici cardiovascolari e respiratori necessitano di tempo. Migliorare la capacità aerobica attraverso l’esercizio fisico può quindi diminuire l’iperventilazione e la dispnea associata a esercizio.


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Obesità

La dispnea indotta da esercizio è molto comune nei pazienti obesi. In uno studio epidemiologico, l’80% degli obesi di mezza età ha riferito dispnea dopo aver salito due rampe di scale [Gibson, 2000]. In un altro studio, il 36,5% degli adulti obesi con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 31 e il 28% degli adulti sovrappeso (BMI 27-31) ha riferito dispnea quando cammina in salita [Sin, Jones, Man, 2002]. Nel test da sforzo cardiopolmonare il 37% delle donne obese in buona salute ha avuto un’elevata percezione di “respiro corto” durante l’esercizio fisico [Babb, Ranasinghe et al, 2008].

Ci sono diversi motivi per cui i soggetti obesi percepiscono dispnea durante l’esercizio.  L’obesità è associata ad insufficienza della meccanica polmonare e il grasso addominale può influire sulla respirazione impedendo la buona mobilità del diaframma. Questo provoca un aumentato dispendio energetico per ogni atto respiratorio causando affaticamento dei muscoli respiratori e conseguente dispnea.

Cosa fare?

Dato che la perdita di peso migliora la meccanica polmonare ed i volumi polmonari è consigliato un percorso che vada in questa direzione. Un percorso per dimagrire può non essere facile e se affrontato esclusivamente da un solo punto di vista rischia di essere molto faticoso o poco efficace. La componente psicologica è importante tanto quanto quella nutrizionale e motoria. Ad esempio è utile abbassare i livelli di stress (e purtroppo iniziare una nuova dieta spesso non aiuta in questo senso), poter disporre di un sonno davvero ristoratore e riscoprire il piacere di muoversi in modo che non sia percepito solo come un peso.

Anomalie delle corde vocali

L’ostruzione delle vie aeree superiori può causare sintomi quali respiro corto, maggiore sforzo inspiratorio, stridore e respiro sibilante. In molte persone, l’ostruzione delle vie aeree superiori è dinamico e si presenta solo durante l’esercizio.

Il movimento anomalo delle corde vocali è la causa più comune di ostruzione delle vie aeree superiori durante l’esercizio fisico. In genere, durante l’inspirazione, le corde vocali si aprono; tuttavia, per alcuni non è così e il movimento anomalo causa l’ostruzione. Alcuni autori riportano la prevalenza di disfunzione delle corde vocali (VCD) nel 5-15% dei pazienti che riferivano dispnea indotta da esercizio.

Cosa fare?

Le anomalie delle corde vocali possono migliorare con una rieducazione respiratoria specifica attuata da personale qualificato. Può essere utile, ad esempio, un percorso che punti al miglioramento dell’attivazione del diaframma e in generale di tutta la muscolatura respiratoria.

Ansia e sindrome da iperventilazione

L’ansia può produrre un elevato senso di affanno e dispnea durante l’esercizio. L’iperventilazione è una risposta fisiologica sia all’esercizio che all’ansia, ma può essere interpretata come un problema respiratorio visto che frequentemente si presentano sintomi di costrizione toracica e mancanza di respiro [Hammo, Weinberger, 1999]. Nei casi più gravi, può essere associato con crampi, tetania e convulsioni [Morgan, 1983].

Lo stato emotivo può avere un impatto molto forte nella percezione della dispnea, infatti alti livelli d’ansia, paura o altre emozioni possono aggravare la percezione di difficoltà di respiro.

Cosa fare?

In questo caso il percorso da affrontare è multidisciplinare essendo l’origine psicofisica ed emotiva. In questo caso il movimento può essere un ottimo strumento se utilizzato nel pieno delle sue potenzialità e non come semplice lavoro meccanico. Piuttosto velocemente può essere percepito un miglioramento verso una condizione psicofisica ed emotiva di maggior forza, che già così migliora la qualità della vita. E’ poi un’ottima base di partenza nel caso si voglia affrontare anche una terapia psicologica.

Anomalie cardiache e polmonari

Può presentarsi dispnea in caso di malattie o anomalie cardiache o polmonari ad esempio la cardiomiopatia ipertrofica, aritmie cardiache, malattie vascolari polmonari, fibrosi polmonari e altro che necessitano di diagnosi e terapie specifiche.

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Miopatia

La dispnea può essere associata a malattie dei muscoli scheletrici (miopatie). Nelle distrofie muscolari, c’è una progressiva perdita di fibre che si traduce in un aumento della debolezza muscolare. Nei disturbi del metabolismo energetico muscolare, vi è uno squilibrio nella produzione ed utilizzazione di energia muscolare durante l’esercizio che può provocare dolore da sforzo muscolare, crampi, debolezza o affaticamento. La miopatia mitocondriale è una causa spesso non riconosciuta di dispnea da sforzo e intolleranza all’esercizio.

1 McFadden ER Jr, Gilbert IA: Exercise-induced asthma. N Engl J Med 1994

2 Schoene RB, Giboney K, Schimmel C, Hagen J, Robinson J, Schoene RB, et al.: Spirometry and airway reactivity in elite track and field athletes. Clin J Sport Med 1997]

3 Wilber RL, Rundell KW, Szmedra L, Jenkinson DM, Im J, Drake SD: Incidence of exercise-induced bronchospasm in Olympic winter sport athletes. Med Sci Sports Exerc 2000

4 Rundell KW, Im J, Mayers LB, Wilber RL, Szmedra L, Schmitz HR: Self-reported symptoms and exercise-induced asthma in the elite athlete. Med Sci Sports Exerc 2001

5 Gibson GJ: Obesity, respiratory function and breathlessness. Thorax 2000

6 Sin DD, Jones RL, Man SFP: Obesity Is a Risk Factor for Dyspnea but Not for Airflow Obstruction. Arch Intern Med 2002

7 Babb TG, Ranasinghe KG, Comeau LA, Semon TL, Schwartz B: Dyspnea on Exertion in Obese Women: Association with an Increased Oxygen Cost of Breathing. Am J Respir Crit Care Med 2008

8 Hammo AH, Weinberger MM: Exercise-induced hyperventila- tion: a pseudoasthma syndrome. Ann Allergy Asthma Immunol 1999

9 Morgan WP: Hyperventilation syndrome: a review. Am Ind Hyg Assoc J 1983

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