BPCO: la respirazione diaframmatica  serve?.

BPCO: la respirazione diaframmatica serve?.

Se hai la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) non è per nulla detto che la respirazione diaframmatica (qui ci riferiamo alla tecnica) sia un esercizio adatto a te. Anzi.

La respirazione diaframmatica (o respirazione addominale) è quell’esercizio che consiste nell’inspirare dilatando la parte addominale riducendo il movimento toracico. E’ sicuramente il primo esercizio che viene in mente quando si parla di respirazione e non è raro che si percepisca questo esercizio come il rimedio universale a tutti i mali. Viene proposto in tantissimi situazioni diverse e usato per promuoversi sul web. Moltissime delle persone che si sono rivolte a noi ci dicono che almeno una volta gli è stato proposto.

Spesso viene considerata la respirazione corretta. Falso! (Approfondisci qui).

La respirazione diaframmatica può essere vista come una correzione di uno schema respiratorio alterato. Ma è molto difficile definire la respirazione “giusta” e “sbagliata” o “funzionale” e “disfunzionale”. Un particolare schema respiratorio deriva da un sistema di fattori. (J. van Dixhoom)

Ci sono situazioni in cui respirare in questo modo non dà benefici. In un articolo precedente l’abbiamo visto relativo a chi soffre di iperventilazione e ansia (qui). Ora vediamo se la respirazione diaframmatica è un esercizio utile nella BPCO.

La BPCO e la respirazione diaframmatica

Nella BPCO la respirazione è prevalentemente toracica, veloce e intensa. Spesso si utilizzano i muscoli addominali per forzare l’espirazione e possono risultare un po’ più contratti del normale, impedendo l’espansione piena dell’addome Questo è un adattamento spontaneo ad una situazione particolare di compromissione dell’apparato respiratorio. In questa patologia infatti ci sono trasformazioni strutturali delle vie aeree e cambia la meccanica respiratoria. Il diaframma perde forza e rimane più aria intrappolata nei polmoni. Cambiare modo di respirare è per queste persone una strategia di sopravvivenza. Istintivamente fanno tutti la stessa cosa. Ci sarà un motivo.

La respirazione diaframmatica nella BPCO può non essere funzionale!

Nella BPCO infatti gli effetti di questo esercizio non sono simili a quelli su soggetti sani. In questo caso la respirazione diaframmatica può indurre un aumento di movimenti respiratori asincroni e paradossali, un aumento del dispendio energetico e una riduzione dell’efficienza meccanica della respirazione. Inoltre, nei soggetti gravi peggiora la dispnea, senza nessun guadagno nella funzionalità polmonare.

Non si rilevano vantaggi nemmeno nella capacità di esercizio (Williams et al. 1982; van Gestel et al., 2011).

Come respirare nella BPCO

Facciamo subito una distinzione. Un conto sono gli esercizi respiratori e un altro è quale strategia respiratoria utilizzare durante lo sforzo o nella quotidianità.

Gli esercizi respiratori per le persone con BPCO non sono più considerati importanti come una volta. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport il dott De Micheli, presidente dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, dice:

” La funzione degli ‘esercizi respiratori’, fino a non molto tempo fa ritenuta indispensabile, è oggi ridimensionata rispetto ai programmi di riallenamento allo sforzo, ad eccezione di specifiche patologie. Il motivo è semplice e ovvio: i muscoli impegnati durante la respirazione nel paziente affetto da BPCO sono già particolarmente stressati e non necessitano di un ulteriore iper-allenamento.” (De Michele, 2014)

Utilizzata con maggior successo è la invece la respirazione a labbra socchiuse (pursed-lips breathing, PLB). Questa tecnica consiste nell’eseguire una espirazione moderatamente attiva attraverso le labbra socchiuse, inducendo così una maggior pressione espiratoria della bocca.

Resta invece particolarmente utile l’esercizio fisico. Sia di endurance (ad es. camminare), sia l’allenamento di forza con i pesi.

In questo caso la strategia respiratoria andrà calibrata sulla persona e varierà in base all’esercizio svolto. Ad esempio l’espirazione durante il sollevamento di un peso è risultato il metodo migliore. In ogni caso è opportuno rivolgersi a personale competente.

Anche se per la BPCO ci sono alcune eccezioni vale sempre il seguente concetto generale.

«Le regolazioni ventilatorie si verificano inconsciamente; ogni individuo sviluppa uno “stile” di respirazione fondendo la frequenza respiratoria e la capacità vitale. I tentativi coscienti di modificare la respirazione durante le attività fisiche non avvantaggiano le prestazioni dell’esercizio. Nella maggior parte dei casi, la manipolazione cosciente della respirazione riduce le regolazioni ventilatorie squisitamente regolate per l’esercizio. Ogni individuo dovrebbe respirare nel modo che sembra più naturale. »(McArdle 2009)

Per questo il nostro percorso di Rieducazione Respiratoria mira a indurre indirettamente una trasformazione della respirazione spontanea, migliorando i processo adattivi e aiutando ogni singolo individuo a trovare le proprie strategie migliori.

Se desideri informazioni scrivici a info@laboratoriodelrespiro.it.

Bibliografia

De Michele F. Intervista in Fitness, broncopneumopatia cronica ostruttiva: l’esercizio fisico può aiutare, Gazzetta dello Sport, 17 novembre 2014

McArdle WD, Katch FI, Katch VL. Fisiologia applicata allo sport. Aspetti energetici, nutrizionali e performance, seconda edizione, Casa Editrice Ambrosiana, 2009.

Gosselink R. Controlled breathing and dyspnea in patients with chronic obstructive pulmonary disease (COPD), 2003, J Rehabil Res Dev. 2003

Vitacca M, Clini E, Bianchi L, Ambrosino N. Acute effects of deep diaphragmatic breathing in COPD patients with chronic respiratory insufficiency, Eur Respir J, 1998

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